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Ormezzano: 7 buoni motivi per le dimissioni di Conte

Ormezzano: 7 buoni motivi per le dimissioni di Conte

So Foot

 

di Gian Paolo Ormezzano*

 

Antonio Conte ha una felicissima occasione di dimettersi da commissario tecnico della Nazionale, prendendo molti piccioni con tutto sommato poche fave. Gli offriamo collaborativamente un nostro elenco delle fave.

 

1) Parla anzi urla di persecuzione da parte della giustizia ordinaria, per lo scandalo di partite truccate nel Siena da lui allenato e con sua partecipazione a frode sportiva denunciata dalla magistratura, e stavolta proprio non patteggia, si proclama semplicemente vittima, sempre un buon affare in questa Italia.

 

2) Si libera da un compito azzurro tremendo, con calo di talenti, superinvasione straniera, disamore del pubblico per il calcio in genere e la Nazionale in particolare, soprattutto ostilità da parte dei club alla sua idea di fare l’allenatore e non il selezionatore, radunando i calciatori delle Nazionali per stages di alcuni giorni, alla faccia dei club stessi oberati di impegni lucrosi.

 

3) Si stacca dal presidente federale Tavecchio, principe delle gaffes e suo sponsor.

 

4) Quale che siano le clausole del suo contratto di citì, lui anche se poco salvaguardato va comunque a guadagnare di più in qualche club straniero ricco e masochista, che ancora crede nelle magie del nostro calcio degli Ancelotti eccetera.

 

5) Ammanta di ulteriore affascinante mistero il perché del suo distacco improvviso dalla Juventus (e se fosse stato dovuto alla conoscenza dello tsunami giudiziario in arrivo?).

 

6) Passa per rara avis, diventando uno dei pochissimi uno che in Italia si dimettono senza neanche aspettare il terzo grado di giudizio, usato anzi sfruttato da cani e porci e volpi.

 

7) soprattutto, soprattutto, soprattutto approfitta di Sanremo che in questi giorni tutto ottunde.
Se Antonio Conte non si dimette vuol dire che lui ha carte di difesa di cui manco adesso sospettiamo l’esistenza, o ha armadi pieni di scheletri, oppure sta eseguendo un calcolo acrobatico dei pro e dei contro, e prende tempo. In ogni caso alla fine avrà in qualche modo avuto ragione lui, e allora di cosa noi stiamo parlando e perché voi ci ascoltate?

 

(*) Gian Paolo Ormezzano (1935), è giornalista sportivo dall’età di 18 anni. Ventitré Olimpiadi tra estive e invernali (un record mondiale), tantissimo ciclismo (28 edizioni del Giro d’Italia, 12 del Tour de France), nuoto e atletica (anche praticati: podista maratoneta alle gare di New York e Torino, finite a 60 e 63 anni). Per il calcio migliaia di articoli, cinque campionati mondiali, libri. Tre ampie storie di tre sport: ciclismo, atletica e calcio. Quattro giornali invasi nel corso delle sue lunghe scorrerie: Tuttosport (anche da Direttore Responsabile), La Stampa (inviato ed editorialista), Famiglia cristiana e Il giornalino.

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