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Real e Barca crisi molto diverse

Real e Barca crisi molto diverse

  • Le tre sconfitte consecutive del Real Madrid – l’Atletico di Simeone, bestia nera di Carlo Ancelotti – che succede al Barcellona di Luis Enrique? – Messi, il Barca e le sirene di Londra

David Ruiz, noto e popolare giornalista spagnolo, analizza il momento difficile di Real Madrid e Barcellona.

 

Per i blancos, due sconfitte di fila, compresa quella pesante nel derby di Coppa del Re in casa dell’Atletico Madrid. La pressione che sale per un 2015 iniziato nel modo peggiore, le prime critiche e le voci riguardanti i presunti problemi fisici di Cristiano Ronaldo. Non è un momento semplice per Carlo Ancelotti e il Real Madrid, per questo la gara di domani della Liga contro l’Espanyol diventa il primo vero crocevia della stagione.

 

Per quanto riguarda i catalani, un vero caos: Messi in panchina e voci di mercato che lo riguardano, il direttore sportivo Zubizzareta cacciato, il Presidente Bartomeu che, per abbassare la tensione, proclama elezioni anticipate per la presidenza del club. Che Josè Mourinho sia un estimatore di Lionel Messi non è una novità. L’ammirazione del tecnico portoghese per il talento di Rosario, però, potrebbe presto essere tramutata in un’offerta di trasferimento concreta per portare ‘La Pulga’ al Chelsea. Secondo quanto riporta il quotidiano inglese Daily Star, infatti, il club londinese sarebbe pronto a sborsare la bellezza di 200 milioni di sterline, ovvero la clausola rescissoria presente nel contratto che lega Messi al Barcellona. Per assicurarsi le prestazioni del numero 10 argentino, la società inglese sarebbe disposta anche a garantire un contratto della durata di sei stagioni al giocatore, che andrebbe quasi a raddoppiare i costi complessivi dell’operazione. Insomma, dopo una lunga militanza in blaugrana, iniziata addirittura all’età di 13 anni, Messi potrebbe quindi lasciare il Barcellona. Le cause, secondo alcune indiscrezioni, sarebbero da ricercare nei contrasti tra il talento argentino ed il tecnico asturiano, Luis Enrique.

 

Due crisi totalmente diverse, dice l’opinionista spagnolo a RADIOCALCIO.