Home | Pianeta Calcio | Il caso Capello e la nuova crisi economica russa
Il caso Capello e la nuova crisi economica russa

Il caso Capello e la nuova crisi economica russa

  • Un matrimonio destinato a divorzio – la grande delusione di Brasile 2014 – la nuova crisi economica in Russia – l’accordo sarà rispettato in nome dell’etica legalitaria – i media non perdonano Capello – la crisi di liquidità per la Federazione calcistica Russa

Il ministro russo dello Sport Vitaly Mutko si dice fiducioso, grazie a futuri nuovi sponsor, sul pagamento degli stipendi arretrati del ct della Nazionale Fabio Capello, mentre la Federcalcio locale annuncia di aver ricevuto dalla Fifa alcuni fondi utilizzabili per saldare una piccola parte del debito con il tecnico: 350mila dollari (circa 22 milioni di rubli) come bonus supplementare per la partecipazione ai Mondiali. Il debito di Capello è di quasi 8 milioni di euro (600 milioni di rubli). Igor Pellicciari, professore della London School of Economics, in collegamento telefonico da Mosca, commenta per RADIOCALCIO i particolari della vicenda.

 

Capello non riceve lo stipendio dallo scorso giugno, come il suo braccio destro Oreste Cinquini, mentre ad altri suoi collaboratori, come Christian Panucci, non è stato rinnovato il contratto. Dopo la mancata qualificazione agli ottavi del Mondiale 2014 (due pareggi e una sconfitta in un girone non impossibile), Capello è finito nel mirino della stampa russa, dei tifosi e del mondo politico, anche per il suo contratto stellare: secondo i media, il primo contratto biennale (firmato nel 2012) ammontava a 5-6 milioni di euro l’anno, saliti e 8col rinnovo firmato lo scorso gennaio, valido fino ai prossimi mondiali. Cifre che fanno di Capello uno dei 5 allenatori più pagati al mondo, e quello più pagato se si considera una nazionale. Ma sono sempre di più i tifosi delusi da una squadra opaca, che non produce né gioco né risultati.

Igor Pellicciari