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Ali. Vi racconto la leggenda. Oltre i confini della boxe

Ali. Vi racconto la leggenda. Oltre i confini della boxe

  • Non so se sia stato il migliore, ma è stato il più grande – quella mattina a Roma quando volle andare al Colosseo – Ali: il pugilato, l’Islam, il Vietnam – si sentiva un predicatore, aveva una missione da compiere – la Storia a Kinshasa – Frazier-Ali il match del secolo

Il 30 ottobre di 40 anni fa andava in scena a Kinshasa, Zaire, il più grande evento della storia della boxe, Alì contro Foreman: in palio il titolo di campione del mondo dei pesi massimi, ritirato ad Alì per il rifiuto di combattere in Vietnam e poi ripreso con un match da leggenda. Rino Tommasi, maestro del giornalismo sportivo, celebra la ricorrenza con il libro “Muhammad Alì. L’ultimo campione. Il più grande?”, edizioni Gargoyle. Abbiamo incontrato Rino Tommasi nella sua casa di Roma, dove ha raccontato a RADIOCALCIO la leggenda di un campione oltre i confini della boxe.

 

Cassius Marcellus Clay è nato a Louisville, Kentucky, il 17 gennaio 1942. E’ stato fra i più grandi pugili e atleti di tutti i tempi. All’età di 12 anni inizia a frequentare la sua prima palestra, a 18 vince l’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960 e a 22 diventa campione del mondo dei pesi massimi. Nel 1964 si converte all’Islam.
La sua è stata una vita passata sempre sotto le luci dei riflettori, protagonista volontario, perché in lui ha sempre prevalso la ricerca del palcoscenico a tutti i costi. Per questo non è stato capace di fermarsi in tempo, per questo accettò quegli ultimi due incontri, quelli che non avrebbe mai dovuto sostenere.
Eppure il mito ha resistito a tutto, alle scelte religiose e a quelle politiche, alla malattia. L’immagine di Ali che compare a sorpresa durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 ha commosso tutto il mondo. The Greatest era ancora lui. Si è ritirato nell’81, nell’82 gli è stato diagnosticato il morbo di Parkinson, ma continua a combattere le sue battaglie di pace in difesa dei diritti civili, rimanendo un simbolo per la popolazione di colore americana e un emblema per la storia del pugilato.