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RES Roma-Tavagnacco. Un calcio alla violenza di genere

RES Roma-Tavagnacco. Un calcio alla violenza di genere

  • Il messaggio delle capitane – il segretario della Lega Nazionale Dilettanti Patrizia Cottini – l’allenatrice in seconda della RES Roma Francesca Valetto – l’allenatrice del Tavagnacco Sara Di Filippo – Elisa Camporese e Alessia Tuttino, calciatrici del Tavagnacco

“Le atlete del calcio femminile italiano sono al fianco delle donne vittime di violenza maschile. La violenza contro le donne e’ una violazione dei diritti umani ed e’ un fenomeno che si puo’ sconfiggere cambiando la cultura e la società”. Questo il messaggio letto da Vanessa Nagni e Paola Brumana, capitane di RES Roma e Graphistudio Tavagnacco, prima della gara di Serie A femminile giocata oggi al campo “Francesca Gianni” di San Basilio, quartiere della Capitale. RADIOCALCIO, tra i partner dell’iniziativa, ha raccolto alcune testimonianze sull’iniziativa.

 

Nello stesso modo hanno fatto nel weekend le altre atlete dei campionati nazionali di A e B. Un fiocco rosso al braccio per dire no alla violenza di genere. E’ partita così la campagna promossa dal Dipartimento Calcio Femminile della Lega Nazionale Dilettanti e D.i.Re, l’associazione nazionale che rappresenta settanta centri che, da più di vent’anni, offrono assistenza alle donne vittime di maltrattamenti. D.i.Re affronta il tema della violenza maschile contro le donne come un fenomeno che ha radici culturali ed ha lo scopo di costruire azioni politiche nazionali per innescare cambiamenti nella società italiana per contrastare il problema.

 

La scelta di accostare le calciatrici dei campionati di Serie A e Serie B alle battaglie dell’associazione si colloca in progetto più ampio di sviluppo del calcio femminile in Italia, un movimento che reclama attenzione e soprattutto pari dignità rispetto alla stessa disciplina sportiva praticata al maschile. La Lega Nazionale Dilettanti, nel quadro di un piano di attività orientato alla crescita ed alla valorizzazione del calcio femminile, non ha voluto mettere da parte l’aspetto culturale e solidale, anche perché il movimento femminile italiano ha sempre dimostrato grande sensibilità per le tematiche sociali.