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Ormezzano: E se a Milano gli ultras croati ci avessero salvato?

Ormezzano: E se a Milano gli ultras croati ci avessero salvato?

So Foot

 

di Gian Paolo Ormezzano*

 

E se gli ultras croati avessero finito per farci un favore, con il loro becero comportamento a San Siro? Possibile anche se improbabile che l’Uefa ci dia partita vinta, e così non solo un punto avremmo di regalo dal match soffertissimo, ma tre, ottimi per la qualificazione. Probabile che la partita di ritorno si giochi a porte chiuse, e sarà per noi un gran bel vantaggio, ovviamente per questo calcio in cui il fattore-campo spesso diventa intimidazione (“voglio che lo stadio sia una bolgia”: non lo dice il signor Rossi avventore del Bar Sport, ma l’allenatore e commissario tecnico Conte).

 

Questo calcio dove comunque un professionista strapagato ha bisogno, ridicolmente e penosamente, che gli si dia la carica, come sul dirsi, che il pubblico gli facci avvertire il calore amico, insomma che lui sia trattato come un piccolino immaturo, o come un povero scemo slombato che ha bisogno di questo tipo di doping, oppure sia ritenuto un lavativo che prende i soldi e, se non pungolato e sorvegliato, scappa cioè in campo sparisce.

 

Premesso che in fatto di produzione di tifosi beceri nessuno ci può dare lezioni, ci mancherebbe altro, sempre sia lodata la Croazia che in una sola serata ci ha fatto sapere, pur priva dopo neanche mezz’ora del suo numero uno Modric, cosa da onestamente dire visto che cerchiamo di scusarci elencando i nostri fenomeni indisponibili per infortunio: a) che abbiamo ormai disimparato a giocare un buon calcio e non solo, lo si sapeva già, un bel calcio , e questo per non più di mille ragioni; b) che esiste su questo pianeta una vita anche senza Balotelli: c) che neanche Conte vince sempre, in un calcio dove persino la squadra delle isole Faroer ha imparato a vincere e quella della repubblica di San Marino a pareggiare dopo 59 sconfitte; c) che sarebbe cosa buona e giusta e furba, approfittando del pretesto validissimo del maltempo che continua a massacrare la Liguria, sospendere la partita di domani a Genova contro l’Albania, perché il match non serve a niente visto che Conte ha convocato per esso i sostituti dei sostituti dei sostituti e perché gli alluvionati si possono aiutare non con un incasso esile ma con un po’ di milioni degli immani contributi che Federazione e Lega hanno in questi giorni ottenuto vendendo i diritti di un calcio che forse non c ‘è più.

 

A meno che si decida che, la presenza in azzurro significando, per prassi se non per regola, il vitalizio dell’ingresso gratuito alle partite tutte per il prescelto, questo sia un modo per ripopolare i nostri stadi.

 

(*) Gian Paolo Ormezzano (1935), è giornalista sportivo dall’età di 18 anni. Ventitré Olimpiadi tra estive e invernali (un record mondiale), tantissimo ciclismo (28 edizioni del Giro d’Italia, 12 del Tour de France), nuoto e atletica (anche praticati: podista maratoneta alle gare di New York e Torino, finite a 60 e 63 anni). Per il calcio migliaia di articoli, cinque campionati mondiali, libri. Tre ampie storie di tre sport: ciclismo, atletica e calcio. Quattro giornali invasi nel corso delle sue lunghe scorrerie: Tuttosport (anche da Direttore Responsabile), La Stampa (inviato ed editorialista), Famiglia cristiana e Il giornalino.

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