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The Red Devils. Il club più famoso del mondo

The Red Devils. Il club più famoso del mondo

  • Una maglia leggendaria – Old Trafford, il teatro dei sogni dei tifosi – la tragedia di Monaco di Baviera – il mito di Duncan Edwards – il mio eroe è George Best – i Red Devils oggi

Duncan Hamilton è un giornalista sportivo inglese. Ha scritto per il Guardian, il Daily Telegraph, il Nottingham Evening Post e lo Yorskhire Post. RADIOCALCIO gli ha chiesto di raccontare agli ascoltatori italiani il Manchester United.

Hamilton ha vinto due volte il prestigioso premio Libro sportivo dell’anno William Hill: la prima volta per Provided You Don’t Kiss Me: 20 Years With Brian Clough, biografia dell’allenatore che portò il Nottingham Forest sul tetto d’Europa, vincendo per due volte la Coppa dei Campioni nel 1979 e nel 1980; la seconda volta per una biografia del giocatore di cricket Harold Larwood. La sua biografia di George Best dovrebbe essere pubblicata a breve in Italia. Duncan Hamilton è un tifoso del Newcastle United.

 

Il Manchester United

Sono Duncan Hamilton, giornalista, vivo nel nord dell’Inghilterra e tifo per il Newcastle United. Credo che il Manchester United sia diventato probabilmente la squadra di calcio più famosa al mondo per diverse ragioni. Posso darvi due piccoli esempi: qualche mese fa sono andato in Cina, in una zona poco conosciuta. Camminavo in città e ho attraversato un mercato. Sulle bancarelle c’era di tutto, ma una sola maglietta in vendita, ed era quella del Manchester United. Non essendo mai stato prima in Cina, ero sorpreso che in Cina ci si interessasse così tanto alla Premiership e in particolare che l’unica maglietta in vendita fosse quella del Manchester United. Qualche mese dopo ero a New York, in un periodo in cui molte squadre inglesi svolgevano lì parte della preparazione estiva. E anche a New Yok, sulla Fifth Avenue, si vedevano le magliette del Man United. Credo che, almeno in parte, una delle ragioni per le quali quella squadra ha così tanto successo in luoghi come la Cina o l’America è che c’è una sorta di fascino romantico che la circonda. E’ stato così in Inghilterra sicuramente da quando sono nato io, più di 50 anni fa. C’è qualcosa di speciale nel Manchester United e coinvolge anche chi non vive a Manchester. Spesso in Inghilterra si dice che se tifi Man United, probabilmente non vivi a Manchester. Mia moglie, per esempio, tifa per il Man United sin dagli anni ’70 e non è nata a Manchester. C’è qualcosa di specifico rispetto alla squadra, al suo carattere particolare, ai suoi giocatori e al modo in cui gioca a calcio: tutto ciò ha un meraviglioso riflesso sul modo in cui la gente guarda al club, come anche l’Old Trafford, lo stadio in cui gioca, il teatro dei sogni dei tifosi, un luogo speciale dove andare a vedere un partita, con un’atmosfera magica.

 

C’è un altro motivo per il quale la gente è affezionata ai colori del Manchester United. Come sappiamo, nel 1958 c’è stato l’incidente aereo di Monaco di Baviera. C’erano circa 40 persone a bordo, ne morirono 22, incluse 8 che facevano parte della squadra. Quell’episodio sprigionò un sentimento di vicinanza alla squadra e molte persone iniziarono a seguirla. Io nacqui 6-7 mesi dopo l’incidente e mi chiamo Duncan perché uno dei giocatori che morì si chiamava Duncan Edwards. Probabilmente si trattava del più grande giocatore che gran parte della gente non hai mai visto giocare. Matt Busby, che fu gravemente ferito nell’incidente, riportando tra l’altro la frattura di diverse costole, disse che considerava Duncan Edwards probabilmente il più grande giocatore che avesse mai visto, l’aveva fatto esordire quando era ancora adolescente, ma aveva già la struttura di un adulto ed aveva una forza straordinaria. Sicuramente sarebbe stato il capitano dell’Inghilterra nella Coppa del mondo del ’66 al posto di Bobby Moore e sapeva giocare in tutte le parti del campo, poteva giocare in uno dei 4 ruoli difensivi, ma anche a centrocampo o in attacco. Sicuramente era un giocatore geniale, stroncato dall’incidente. Poi, quando si guarda alle squadre degli anni ’60, il mio eroe è George Best. E’ stato sicuramente il calciatore più fotogenico mai esistito nel calcio inglese. Aveva l’aspetto di un modello e si comportava come una pop star e cambiò totalmente il modo in cui il calcio in Inghilterra era percepito negli anni ’60. La solennità del degli anni ’50 in Inghilterra fu spazzata via nel decennio successivo e George Best fu totalmente coinvolto da questo nuovo mondo, dalla musica alle donne, ma soprattutto aveva un incredibile talento, non si riusciva a capire se il suo piede debole fosse il destro o il sinistro, perché li utilizzava entrambi con grande naturalezza. La cosa triste è che non ci sono tantissime immagini dell’epoca che lo riguardano perché all’epoca il calcio non aveva un grande posto sul teleschermo. Le immagino che esistono, però, mostrano una grazia incredibile nel gioco, con la quale sbigottiva e seminava gli avversari e riusciva a segnare reti incredibili. Pur non avendo il fisico di Duncan Edwards, sicuramente Best aveva la stessa forza. Poi, negli stessi anni ’60 c’era Dennis Law, un grandissimo opportunista: gran parte dei suoi gol furono segnati dall’interno dell’area e moltissimi quasi a contatto con l’aria piccola, quindi un grande finalizzatore. Poi c’è Bobby Charlton, parte della selezione che vinse la Coppa del mondo nel 1966, che aveva un grandissimo tiro. Avrebbe potuto fermare un treno con la forza del suoi tiri. Questa era la squadra che Busby riuscì a costruire dopo la tragedia di Monaco, che poi vinse la Coppa dei Campioni nel 1968. Gli anni ’70 furono un periodo buio per il Manchester United. Proprio come dopo l’abbandono di Alex Ferguson, nell’epoca attuale, in cui la squadra sta cercando di ritrovare il proprio posto, dopo l’abbandono di Busby il club non riusciva a trovarne il successore, né riuscì per lungo tempo a costruire una squadra che potesse onorare la squadra che aveva vinto la Coppa dei campioni nel ’68. Bisogna quindi fare un bel salto, fino all’era Ferguson, per ritrovare una squadra degna di Edwards, Best, Charlton e Law. Stiamo parlando di giocatori come Ryan Giggs, per esempio, che forse è quello che più da vicino ricorda Best dei giocatori che hanno indossato la maglietta rossa dello United. Ma, come sappiamo, se la carriera di Best è stata fin troppo breve, quella di Giggs è finita solo la stagione scorsa. Poi c’è Cantona: il Leeds, in quel che probabilmente è stato il peggiore affare della storia del calcio, decise di venderlo al Man United, all’inizio degli anni ‘90. Eric Cantona lo si poteva amare o odiare, ma è di sicuro uno di quei giocatori per i quali il pubblico è contento di pagare il prezzo di biglietto, per entrare in uno stadio e ammirarlo. Lo stesso si può dire di alcuni dei giocatori di oggi, credo che tutti quelli che amano il calcio desiderino di andare a vedere Wayne Rooney e Van Persie.

 

Credo che l’incidente di Monaco abbia cambiato il modo in cui il Manchester United era percepito. Anche per coloro che tifavano per un’altra squadra, il Manchedter United era diventata la seconda squadra. Proprio come sono sicuro sia successo a Torino, le gente non riusciva a farsi una ragione di come un’intera squadra potesse morire in un tal modo, la cosa era incomprensibile. L’incidente cambiò anche il modo in cui la gente considerava la Coppa dei Campioni in Inghilterra. Grazie in particolare a Busby, il Manchester United voleva competere in questa competizione perché pensava che fosse giusto così. Misurarsi con la squadre migliori poteva solo migliorare la squadra. La federazione inglese non voleva che il Man United partecipasse alla Coppa, ma dopo Monaco, grazie all’emozione e al cordoglio, l’atteggiamento verso le competizioni internazionali cambiò, capirono che non potevano impedire ai club di parteciparvi se lo volevano e bisogna dare credito al Man United di avere mostrato la determinazione per andare in Europa a giocare. La cosa straordinaria è che parlando ancora oggi con i tifosi più anziani del Manchester United, a prescindere dalla loro età, tutti ricordano molto bene cosa stavano facendo al momento in cui furono raggiunti dalla notizia nel 1958. Ricordano le bare che tornarono a casa e la gente che si riunì all’Old Trafford semplicemente per vedere le bandiere a mezz’asta, semplicemente per essere lì, per essere parte del club. Questa è un’altra ragione per la quale il Man United è considerato il club inglese per eccellenza. Se sei all’estero, ti chiedono se sei un tifoso di calcio e poi ti chiedono sempre qualcosa sul Manchester United.

 

Probabilmente, se guardate il pubblico di Old Trafford, non vi sarà sfuggito che i tifosi indossano in gran parte sciarpe gialle e verdi. In questo modo vogliono protestare contro i proprietari del club, perché hanno paura che con la nuova proprietà siano tradite le proprie radici. La maglia originale del club era giallo-verde, quella che indossava quando giocava a Newton Heath durante la parte finale del 19° secolo. Il motivo era che gran parte della popolazione di Manchester era di discendenza irlandese, e per sfuggire alla povertà era sbarcata a Manchester, che proprio come Liverpool, era un luogo facilmente raggiungibile dalla costa orientale irlandese. Il Manchester United iniziò ad adottare la maglia rossa nel 1902, per il semplice motivo che i rivali del Manchester City indossavano una maglietta blu. E fu ironico che quando il Manchester United vinse la finale della Coppa dei campioni, dovette cambiare la maglietta e indossarne una blu.

Duncan Hamilton