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Ormezzano: Due uomini che mancano al nostro calcio isterico

Ormezzano: Due uomini che mancano al nostro calcio isterico

So Foot

 

di Gian Paolo Ormezzano*

 

Siccome riprende il campionato, è assolutamente inevitabile che riprendano le squallide polemiche tra Roma e Juventus, nutrimento ed anzi manna per il Bel Paese che è tutto un brutto Bar Sport. E allora, pensando al campiello povero che ci aspetta, voglio offrire qui due personaggi e sospirare perché non ci sono più, loro che sono senza eredi veri e che nel calcio isterico di adesso potrebbero servirci eccome, per la coltivazione della pace e, se non pretendiamo troppo, anche dell’intelligenza.

 

Uno è l’importantissimissimo uomo politico che mi accadde di incontrare per tre domeniche in tribuna, e giocava sempre la Juventus, a Roma a Torino a Milano, lui era juventino e mi sapeva del Toro. Mi aveva dato una splendida intervista in cui smentiva tutta una vasta radicata opinione del suo grosso partito, dicendo che no, lo spettacolo sportivo non è l’oppio dei popoli. Mi conosceva, mi ri-ri-ri-rivide e mi chiese: “Ma lei granata segue sempre la Juventus?”. Lei segue sempre la Juventus, risposi, io giornalista sono costretto a seguirla, e persino pagato per questo.

 

L’altro, popolarissimissimo, juventino totale, mi chiese di raccontargli la maratona che per i miei 60 anni avevo corso e finito, assolutamente da fachiro, a New York, e mi chiese se non ero morto di freddo in quella giornata tremenda, e io gli mostrai la foto mia di me in gara vestito tutto con i colori granata, e gli spiegai che così si vinceva qualsiasi gelo, e lui mi disse: “Oh che bella palla le ho servito”.

 

Stesso sorriso gentile, caldo, onesto, amico, insomma sportivo nei due, che pure più diversi non si si può. Il primo Enrico Berlinguer, il secondo Gianni Agnelli.

 

(*) Gian Paolo Ormezzano (1935), è giornalista sportivo dall’età di 18 anni. Ventitré Olimpiadi tra estive e invernali (un record mondiale), tantissimo ciclismo (28 edizioni del Giro d’Italia, 12 del Tour de France), nuoto e atletica (anche praticati: podista maratoneta alle gare di New York e Torino, finite a 60 e 63 anni). Per il calcio migliaia di articoli, cinque campionati mondiali, libri. Tre ampie storie di tre sport: ciclismo, atletica e calcio. Quattro giornali invasi nel corso delle sue lunghe scorrerie: Tuttosport (anche da Direttore Responsabile), La Stampa (inviato ed editorialista), Famiglia cristiana e Il giornalino.