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Ormezzano: L’arbitro Rocchi, trentatré anni dopo Turone

Ormezzano: L’arbitro Rocchi, trentatré anni dopo Turone

So Foot

di Gian Paolo Ormezzano*

Il titolo – so foot – di questa chiacchierata settimanale verrà magari spiegato ulteriormente, a puntate. Per oggi vi dico che si tratta di due parole inglesi che danno il nome ad un mensile francese di solo calcio. Ma so non vuol dire solo, vuol dire così: così football, così tanto football. So foot è pubblicazione spiritosa, intelligente. A giocatori anche celebri pone domande di vita dura e pure di vita assurdamente molle, tipo: perché nei film gli zombi camminano tenendo sempre le mani avanti? O addirittura: il popcorn è più buono se mangiato al cinema?
Così football, così strano, così cretino, così bello.

In Italia e altrove, ma qui di più. Prendiamo i pronostici. Nel dopoguerra alla radio una trasmissione intitolata Roma/Londra metteva di fronte a farsi domande varie saggi bilingui italiani e inglesi, un inglese chiese ad un italiano quanto precise fossero le nostre previsioni meteorologiche: ”Al cinquanta per cento” la risposta. “Allora potete ogni volta dire il contrario di quello che sapete, ed è lo stesso”, la chiosa con humour.

Il nostro calcio di regola è più preciso: se di un match si preannunciano meraviglie poi è uno schifo, se si preconizzano eventi forti ne esce una noia. Juventus-Roma doveva essere una festa di gioco e di sport, è stato il festival degli errori e dell’ira, dei tanti rossi e tanti gialli però non a fare il giallorosso, anzi. Umberto Agnelli ammise la sudditanza arbitrale verso la sua Juve, ma disse che era la traduzione del prestigio bianconero. Forse Totti e Garcia non sono d’accordo, Rocchi chissà.

Io retrocedo, con la mia mo-viola del pensiero non appassita, al 10 maggio 1981, Torino, gol giallorosso di Turone annullato per fuorigioco – millimetrico e forse neanche quello -, la Juve conserva ll punto di vantaggio sulla Roma ed è scudetto. Trentatre anni di polemiche, rinfrescate quando nel 2006 l’arbitro di allora, Bergamo. è stato nella Calciopoli juventina di Moggi e Giraudo. Dal 6 ottobre 2014 l’arbitro Rocchi miniaturizza con i suoi errori il caso del 1981. Egoisticamente dico che sempre Rocchi sia lodato: del gol-non gol di Turone, che mi invecchia, non ne posso più. Giornalisticamente e intanto geopoliticamente dico che Rocchi è di Firenze ma domenica pomeriggio sembrava essere proprio di Bergamo.

(*) Gian Paolo Ormezzano (1935), è giornalista sportivo dall’età di 18 anni. Ventitré Olimpiadi tra estive e invernali (un record mondiale), tantissimo ciclismo (28 edizioni del Giro d’Italia, 12 del Tour de France), nuoto e atletica (anche praticati: podista maratoneta alle gare di New York e Torino, finite a 60 e 63 anni). Per il calcio migliaia di articoli, cinque campionati mondiali, libri. Tre ampie storie di tre sport: ciclismo, atletica e calcio. Quattro giornali invasi nel corso delle sue lunghe scorrerie: Tuttosport (anche da Direttore Responsabile), La Stampa (inviato ed editorialista), Famiglia cristiana e Il giornalino.

  • Davide

    Effettivamente, come dice Ormezzano, “Bergamo è stato nella calciopoli juventina”. Tre (dico tre) ore prima di Inter – Juventus, sfida di campionato giocata il 28/11/2004,
    Bergamo (uno dei designatori) chiama Rodomonti, l’arbitro che avrebbe diretto la
    partita. Si tenga a mente ovviamente che la Juve è la squadra che “rubava le partite” e l’Inter era la vittima principale, che avrebbe avuto un giusto risarcimento dei “furti” subiti con l’assegnazione dello scudetto 2004-2005, tolto alla Juve stessa. Prima dell’inizio della partita, la Juve ha 15 punti in più dell’Inter in classifica: è importante
    ricordarsene per comprendere bene la telefonata.

    Ecco il testo dell’intercettazione:

    Bergamo: Stai preparando bene la partita?.
    Rodomonti: Sì, sì, sì….
    Bergamo: Hai visto qualcosa oggi mentre ti riposavi?
    Rodomonti: No, ho visto quasi niente….
    Bergamo: Però, mi raccomando… Hai faticato tanto per arrivare lì… Per ritornarci, e quindi io mi aspetto, credimi, che tu non sbagli niente.
    Rodomonti: Mi fa immensamente piacere quello che hai detto, perché è la verità.
    Bergamo: Oltretutto, c’è una differenza di 15 punti tra le due squadre, capito? Quindi anche psicologicamente preparatici bene.
    Rodomonti: Va bene, tranquillo….
    Bergamo: Le fatiche che hai durato non le devi mettere in discussione, fa la tua partita, non ce n’è per nessuno, e, se ti dico proprio la mia, in questo momento, se hai un dubbio, pensa più a chi è dietro piuttosto che chi è davanti, dammi retta!.
    Rodomonti: Va bene, parola d’onore, va bene, sta tranquillo.
    Bergamo: E’ una cosa che rimane tra me e te… Arrivare lassù lo sai quanto sia faticoso, e ritornare giù sarebbe per te proprio stupido. Fa la persona intelligente!.
    Rodomonti: Perfetto, ho capito tutto!.
    Bergamo: La cosa rimane tra me e te, come mi auguro.
    Rodomonti: Vai tranquillo… No, no, tranquillo, io non parlo mai con gli altri di me.
    Bergamo: Io ci conto, perché è soltanto una scelta per te, credimi, devi pensare a te stesso in questo momento.

    Rodomonti ha effettivamente capito benissimo. Durante la partita, Toldo stende Zalayeta lanciato verso la rete: rigore ma senza cartellino rosso. In seguito anche a Stankovic, autore di un durissimo fallo di frustrazione su un irresistibile Ibrahimovic, viene risparmiato il rosso. L’Inter, per la cronaca, dopo essere stata sotto per 0-2, riesce a pareggiare nel finale. Risultato finale: 2-2.